Vi invito al concerto organizzato dalla scuola di musica dove lavoro, giovedì sera a Forlì!
Sul palco suoneremo noi insegnanti della scuola più qualche allievo per un'ora e mezzo di musica (jazz-pop-rock-funky...).
Gorillina ovviamente sarà al pianoforte!


Da piccola guardavo sempre i documentari sugli animali, mi piacevano tantissimo.
Qualche giorno fa ho assistito - in diretta - ad una di quelle scene che, viste in tv, non fanno poi così tanta impressione, ma dal vivo possono anche sconvolgere un po' (ecco, io mi sono messa a piangere e non mi vergogno a dirlo!)
In breve: al parco della mia città, un uccello dalle zampe lunghe (un trampoliere, che non avevo mai visto lì, chissà come c'è finito) si è "pappato" qualche innocuo e soffice anatroccolo. L'ho proprio visto mentre planava sui piccolini e ne prendeva uno in bocca, e poco dopo l'ha fatto con un altro. Qualche giorno fa sono tornata al parco e non c'erano più anatroccoli...
Qui ci sono le foto, SOB.
Il tenero anatroccolo: ![]()

L'odioso uccello: ![]()

La nuotata dell'anatroccolo, poi il riposino insieme alla mamma:




L'odioso uccello si avventa sulla preda: ![]()

Uffa, lo so che questo post non è molto allegro, ma che ci volete fare...
PS: e se mettessi la sigla di "Quark" come sottofondo? ![]()
DREAM OF THE RETURN
(Musica: Pat Metheny- Testo: Pedro Aznar)
Al mar eché un poema
que llevó con él mis preguntas y mi voz
Como un lento barco se perdió en la espuma
Le pedí que no diera la vuelta
sin haber visto el altamar
y en sueños hablar conmigo de lo que vio
Aún si no volviera
yo sabría si llegó
Viajar la vida entera
por la calma azul o en tormentas zozobrar
poco importa el modo si algún puerto espera
Aguardé tanto tiempo el mensaje
que olvidé volver al mar
y así yo perdí aquel poema
Grité a los cielos todo mi rencor
Lo hallé por fin, pero escrito en la arena
como una oración
El mar golpeó en mis venas
y libró mi corazón
Al mare affidai un poema
che portò via insieme ai miei perchè e alla mia voce
Come una lenta barca si perse nella schiuma
Gli chiesi di non fare ritorno
senza prima aver visto il mare alto
e di parlarmi in sogno di quanto visto
E se non tornerà
mai saprò se vi è arrivato
Per tutta la vita viaggiare
per calme distese azzurre o sbattuto dalle tempeste
poco importa quando nessun porto aspetta
Attesi per tanto tempo quel messaggio
tanto che scordai di tornare al mare
e che pensai di aver perso quel poema
Gridai al cielo tutta la mia rabbia
tanto che alla fine lo ritrovai, ma scritto nella sabbia
come fosse una preghiera
Il mare irruppe nelle mie vene
e rese libero il mio cuore
"Le persone viaggiano per stupirsi delle montagne, dei fiumi, delle stelle... e passano accanto a se stesse senza meravigliarsi"
Sant' Agostino
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